La mia giornata

Gennaio 23, 2008 at 3:01 pm (tristezza ufficiale) (, , , , , , , , , )

La mattina mi alzo dal letto, non è originale lo so, però mi obbligano, tra l’altro urlandomi nell’orecchio, illudendomi di concedermi ancora 5 minuti per riposare, quando sappiamo che l’oscuro stronzo che controlla il tempo fa passare quei 5 minuti, come fossero 5 secondi. Mi alzo e penso quanto faccia schifo la cosa a cui sto pensando in questo periodo; il soggetto cambia, ma il mio pessimismo no. Vado in bagno, comincio a lavarmi e penso a quanto saranno stronze le lenti a contatto, che non entreranno al primo colpo, ma si faranno odiare col loro bruciore. Mi sposto in cucina, di solito preferisco una normale tazza di the, ma quando vedo il latte e i fiocchi mi scazzo, perché devo elaborare con fatica degli spostamenti tecnici che mi permetteranno la nutrizione mattutina. Mentre verso il latte, facendolo schizzare fuori dalla tazza, perché colui che ha progettato la bottiglietta è uno stronzo, penso a cosa ho sognato, cercando di ricordare le immagini che sono state ispirate dalle mie belle letture serali. Attraverso momenti di panico, perché sto per uscire e incontrare un freddo glaciale che farà da muro anche alla più piccola voglia di andare a scuola, e soprattutto ci sarà lui, implacabile, sempre puntuale, tagliente e infingardo: il cagozzo. Lo ignoro sapendo che andrò a cagare a scuola alla prima o alla seconda ora. Esco fuori di casa e cerco di ignorare il freddo tagliente, rifugiandomi presto in macchina. Vengo accompagnato a scuola, il tragitto è breve, voglio pensare che penserò a qualcosa, però poi ricado in un’incomprensibile dormiveglia e riprendo i sensi davanti a quei cancelli. Esco dalla macchina e faccio per abbassare la cerniera della giacca, perché sto entrando in luogo caldo, però cazzo, ancora non son dentro e mi accorgo che fa freddo, quindi tiro di nuovo su la cerniera, apro la porta e tiro di nuovo giù la cerniera. Penso alla gente che incontrerò, che sarà la stessa di ogni mattina, nella stessa posizione, a fare le stesse cose e a parlare alle stesse persone. A sinistra c’è un tizio asociale, a destra ci sono i tavoli di ristoro e in ordine ci sono un ragazzo, un altro ragazzo con vicino una ragazza, la quale ha i tempi di arrivo simili ai miei, davanti un altro ragazzo che conosco e saluto, oltre di lui una bella ragazza mora, che non vedo mai se non di mattina, la quale poco dopo verrà raggiunta da un ragazzo impaziente di sedersi davanti a lei, che a sua volta sarà molto scocciato di doversi spostare da lì, facendo posto alla compagna che arriva dopo di lui. Oltre c’è un ragazzo che ascolta il lettore mp3 e poco dopo verrà raggiunto da una ragazza minuta, molto carina, un misto tra Avril Lavigne e Kristen Bell. Vado in fondo a buttare lo zaino sulle scale e torno alla macchinetta per infilare la chiavetta e prendermi il mio caffè. Dietro passa quella ragazza bionda coi tacchi o almeno delle scarpe che fanno rumore, guarda avanti e non osserva la gente attorno, è scazzata si vede.. infondo è di una di quelle tre classe sfigate che ha Miss. Rompo Li Cojoni (titolo onorario) Bellazzi, e dunque la capisco. Prendo il mio caffè e mi avvicino alla bacheca scolastica in cerca di nuovi scritti. Incredibile Agamennone, tagliente e affilato (quasi quanto il mio cagozzo), pronto a commentare ogni scritto vago ed impreciso della bacheca (non pensate male, lo stimo). Indeciso se appoggiarmi al termosifone o andare sulle scalinate su cui è abbandonato il mio zaino, osservo il via vai di gente sempre in aumento; si iniziano a formare i gruppetti. Saluto chi mi conosce e mi soffermo davanti agli scalini, con l’unica mia compagna di classe in anticipo sull’orario di inizio lezioni. Suona, drin, che bello. Arrivano i miei compagni di scuola, cerco di ignorare il maggior numero di persone possibili, se poi qualcuno mi dice “ciao” (assai raro), sono obbligato a rispondere. Entro in classe, lancio lo zaino da scazzatissimo e mi svacco sul termosifone. Saluto in modo selezionato le persone che entrano e inizio a pensare: “che cazzo ci faccio qui?”. Boh, iniziano le lezioni e se c’è qualche interrogazione infingarda, tiro fuori gli appunti per darci un occhio, altrimenti inizio a sparare la trafila di stronzate ai miei due compagni, così iniziamo in allegria la giornata. Avviso loro che mi scappa la cacca, con la promessa che farò una foto alla mia opera, se uscirà (esatto, uscirà.) bene. Tanto per distrarmi dalle mie seghe mentali, crisi d’esistenza, pessimismo cronico nei confronti del mondo in rovina e complessi adolescenziali causati dalla ragazza stronza di turno (… dalle solite), disegno sul banco, sul quadernino, caricature e vignette demenziali, disegni senza senso, ispirati dalla mia mente malata. Cerco di scoprire l’algoritmo secondo cui la Bellazzi sente la voglia di rompere i coglioni, o risolvere l’arcano mistero che circonda quella psiconana (scusa l’aggettivo, non sei stronza come il vero psiconano) della mia prof di Matematica. Dopo la seconda ora, dopo che ho cagato, mi sento molto meglio ed è un momento di benessere in cui addirittura non penso a lei (lei è una ragazza qualsiasi a cui penso, perché così si fa). Guardo i miei compagni, penso a quanto cazzo mi stiano in culo, specie se penso al fatto che mi limito a parlare con solo tre di loro, che ovviamente non rientrano nella cerchia di “mi stai ‘ngulo!!!”, anzi. Ma poi anche con gli altri parlo, ma giusto di risposta. Suona la terza ora, e lancio l’euro a Luca, così mi va a prendere la pizzetta. Decido se riscaldarmi un po’ le chiappe sul termosifone, ma di solito quel ghei di Giulio mi anticipa, o se rifarmi gli occhi con le belle donzelle che girano nei corridoi scolastici. Tempo di dire un paio di cagate e si ritorna dietro ai banchi, però qui è diverso. Gasatissimi da non so cosa, si iniziano a sparare tante stronzate (questo momento è anche anticipato dal quarto d’ora prima dell’intervallo), tant’è che o il prof di turno ci insulta, o picchio la testa contro il banco per limitare le grasse risate. Suona, macchina o pullman? No, no, chiedo a Luca come si torni a casa, facendo il gesto di guidare col volante od obliterare il biglietto. Due gesti disgustosi, ma sono tre anni che lo faccio e ci intendiamo così. Oggi si torna in pullman, quindi prepariamoci a tirare gomitate agli stronzi che intasano le porte, ma cazzo dimagrite. Molto schifato, cerco di appoggiarmi ad uno dei sostegni all’interno del pullman, cosciente che crescano popolazioni di virus e batteri pronti ad attaccare un organismo a caso ospite. Poi becco sempre il pullman stronzo, coi finestrini rotti e aperti, o il pullmista stronzo che non sa frenare. Centinaia di metri e ci si ferma per fare il cambio, wa. Qui penso già a che gente stronza incontrerò, specie a chi avrà l’onore di girarmi la schiena, grazie. Ma che cazzo fai finta? Ti avviso che, tempo di ritrovare le palle smarrite (e sto cercando bene), te ne combinerò una bella, segnorita. La sorellina mi guarda male, forse perché io guardo male la sorella, asd, o forse nella sua innocente ingenuità si chiede come possano ignorarsi quei due. Permesso, fammi passare stronzo, devo scendere. Non è fisso, ma c’è sempre uno stronzo davanti alla porta che non mi fa scendere. Ultimi 200 metri e si torna a casa, incazzato perché lei manco più mi saluta e incazzato perché devo soffiarmi il naso che il freddo mi ha sollecitato, ma non ho fazzoletti con me *tira su*. C’è una vecchiettina che mi spia dalla finestra, mia mamma mi ha detto di salutarla, perché è tanto sola e il suo passatempo è farsi i cazzi degli altri, ma a me fa paura. Poi basta! Il resto è noioso e lo passo a farmi prendere per il culo. Buenas Noches!

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La mia prof è una rompicoglioni

Gennaio 17, 2008 at 7:37 pm (tristezza ufficiale) (, , )

Se esistesse un siero della verità:

4H – Lezione di Italiano.

Alunni: Buongiorno Prof!

Bellazzi: “Buongiorno! Sono una rompicoglioni. Non chiamatemi Prof, chiamatemi rompicoglioni.
Oggi Interroghiamo, ehm scusate, volevo dire: oggi rompiamo di brutto i coglioni. C’è qualcuno che si offre per farsi rompere i coglioni? Altrimenti rompo i coglioni direttamente io… mmhm, vediamo, rompiamo i coglioni a AlunnoUno.”

“Da cosa hai portato?”

AlunnoUno: “Dall’età della Controriforma.

Bellazzi: “Vediamo di rompere per bene i coglioni. Senti, parliamo un po’ di quello che sto pensando io.”

AlunnoUno: “Di cosa, scusi?

Bellazzi: “Ah, andiamo bene, si vede come ascoltate… com’è la risposta ragazzi? Sto rompendo i coglioni a voi eh.. AlunnoDue? … AlunnoTre? Andiamo bene.. mai stato più facile rompere i coglioni.”
“Senti, parlami dell’elemento fondamentale che possiamo riscontrare nell’autore che è stato rappresentate di quell’età che noi possiamo definire antecedente a quella due volte posteriore all’età del Rinascimento.”

“Non lo sai? Ma che credi che io non sia una rompicoglioni? NOSSIGNORI! Io sono una rompicoglioni come di più rompicoglioni non l’avete mai vista, sentita e annusata. Portami il libretto che te li fracasso i coglioni con un bel 3
.”

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Guerra al contrario

Gennaio 7, 2008 at 9:06 pm (la mia ragione) (, , , , , , , )

“…gli aerei americani, pieni di fori e di feriti e di cadaveri, decollarono all’indietro da un campo d’aviazione in inghilterra. Sopra la francia, alcuni caccia tedeschi li raggiunsero, sempre volando all’indietro, e succhiarono proiettili e schegge da alcuni degli aerei e degli aviatori. Fecero lo stesso con alcuni bombardieri americani distrutti, che erano a terra e poi decollarono all’indietro per unirsi alla formazione.
Lo stormo sorvolò all’indietro una città tedesca in fiamme. I bombardieri aprirono i portelli del vano bombe, esercitarono un miracoloso magnetismo che ridusse gli incendi e li raccolse in contenitori cilindrici d’acciaio e sollevarono questi contenitori fino a farli sparire nel ventre degli aerei. I contenitori furono sistemati ordinatamente nelle rastrelliere. Anche i tedeschi, là sotto, avevano strumenti portentosi, dei lunghi tubi di acciaio. Li usavano per succhiare altri frammenti dagli aviatori e dagli aerei. Ma c’erano ancora alcuni americani feriti e qualche bombardiere era gravemente danneggiato. Sopra la francia, però, i caccia tedeschi si rialzarono in volo e rimisero tutti e tutto a nuovo.
Quando i bombardieri tornarono alla base, i cilindri d’acciaio furono tolti dalle rastrelliere e rimandati negli stati uniti, dove stabilimenti impegnati giorno e notte li smantellavano per separarne il pericoloso contenuto e riportarlo allo stato minerale. cosa commovente, erano soprattutto le donne a fare questo lavoro. i minerali venivano poi spediti a specialisti in zone remote. Là dovevano rimetterli nel terreno e nasconderli per bene in modo che non potessero mai più fare male a nessuno.”

from: guerrilla radio

Kurt Vonnegut, Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini

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Buon 2008 :°

Gennaio 1, 2008 at 11:59 am (tristezza ufficiale)

Ok, buon anno nuovo e che sia quello buono.
Propositi per l’anno nuovo:
  • Andare meno scazzatamente in palestra per avere i miei quadratini sulla panza
  • Vedere almeno 150 film
  • Vedere e avere ben custodite le serie televisive: [Scrubs], Prison Break, quello di cui non ricordo il titolo, ma che vanno in giro per i mondi paralleli e perchè no Buffy e Angel
  • Far risorgere per bene MGPlanet e completare le sezioni mancanti
  • Passare il quarto anno di Liceo senza fatica, spensieratamente
  • Finire “Considerazioni”
  • Iniziare quell’altro libro di cui non so ancora il titolo
  • Leggere tutta la narrativa di Lovecraft, 1984 di Orwell, tanti tanti tanti testi su psicologia-psicanalisi e altri classici italiani che mi mancano
  • Finire-comprare i VG a cui devo giocare
  • Comprare PS3 + MGS4 al lancio
  • Andare a vari concerti metal
  • Imparare bene a tastierizzare con la tastiera
  • Combattere i mal di testa e i brufoli
  • Aiutare Rob col suo sito di cinema e aiutare Airus col suo sito a scopo di lucro
  • Sapere bene cosa cazzo è successo in Italia dal 1900 a oggi e trovare il mio indirizzo politico
  • Arrivare a 18 anni senza perdere completamente la sanità mentale
  • Tra tutti sti impegni, trovare figa
Sarebbe figo anche:
  • Prendere un animale parlante o che sappia ballare
  • Imparare l’arabo per passare giornate senza stancarmi ad insultare e spaventare gente
  • Pisciare da un auto in corsa
  • Smentire il fatto che non si possa volare
  • 10 volte più cinico di sempre e insultare la gente alla Dr. Cox in [Scrubs]
  • Imparare a sussurrare agli animali
  • Correre nudo in un bosco, fingendo di essere una delle seguenti creature: fata, troll, gnomo, amazzone, cannibale, albero senziente, mago bianco, mango nero, elfo, cavaliere imperiale, orco o spirito.
  • Uccidere più postini possibili, per lo meno coloro con l’uniforme di Poste Italiane
  • Entrare in posta o banca per un’ordinaria operazione con il passamontagna
  • Chiamare i vigili del fuoco e urlare “Aiuto, ho il culo in fiamme!”
  • Comprare oggetti mistici e sperimentare arcane magie per maledire coloro che mi stanno sulle palle

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