Un’impronta…
Ogni giorno di più mi rendo conto di quale sia uno dei bisogni primari dell’uomo. E’ facile accorgersi di come la gente sia egoista, e tenda all’autoconservazioni e altre menate che sapete bene e che non voglio rovinare con un discorso di stampo filosofico-noioso.
Lasciare un’impronta, una traccia è qualcosa di cui sento il bisogno ogni volta di più. Io voglio trasmettere ciò è che mio a qualcun’altro e lasciare qualcosa di me che venga ricordato e sia d’aiuto. Ho bisogno di trasmettere dei valori, ho bisogno di trasmettere tutto ciò che ho maturato nelle mie considerazioni e ho bisogno di lasciare qualcosa di me in questo mondo che non sia semplice DNA.
Poichè? Dimmi, poichè?
Poichè credo di essere giunto ad un limite non troppo distruttivo. Non credo di essere riuscito a salvaguardare tutta la mia sanità mentale, ma penso che ciò che è stata mia esperienza abbia fatto sì che io odi gran parte delle cose, ma che possapreservare un briciolo di speranza in quelle che sono più solide.
Lo psicologo sì, stricciacervelli, psicanalista, educatore, esaminatore… psicologo. Non voglio fare del riduzionismo, ma siamo tutti sorprendentemente simili, non ve ne siete mai accorti? Spesso credete di essere così unici, di aver pensato qualcosa di così unico e poi scoprite che lo avete in comune con un’altra persona e magari un’altra ancora. Io se voglio essere unico, imito Natalie Portman dal film “La mia vita a Garden State”, ma non è questo il punto. Abbiamo esperienze completamente diverse, vite spezzate ed uniche, ma il nostro cervello reagisce quasi disinteressandosi di quello che è il proprio comportamento. Ho avuto spesso prova di riuscire a capire le persone più di quanto loro potessero immaginare, talora spaventandole. La cosa mi fa piacere lo ammetto. Non credetemi supponente, perchè non do per scontato di conoscere gli altri come le mie tasche, anzi… e davanti ad ogni analisi metto il rispetto per una vita fantasticamente e profondamente vissuta nella propria intimità, sicuramente diversa da quelle degli altri. Però sento di riuscire a scavare nelle profondità altrui e credo che la ragione di ciò sia data dalla mia lunga esperienza di vita. Come ho detto prima, credo di aver raggiunto un limite stabile, oltre cui potevo abissarmi nell’angoscia, nel tormento e nella più totale depressione.
Poichè è questo ciò che voglio e io sarò uno psicologo
Bust a Move!
Boom! Ho la febbre : S
Ho aggiunto due simpatiche pagine qua a fianco: considerazioni; diario dei sogni.
Mi son deciso a pubblicare la prima, anche se volevo finirlE prima.. leggete, penso sia carino, però magari vi fa schifo e se vi fa schifo cazzi vostri.
L’altra è la simpatica idea di ricordare i sogni notturni, ispirato dai racconti di Lovecraft, nella “sempre più” convinzione dell’importanza di essi. Poi vi faranno ridere, sìsì.
Addio : o
(il titolo non c’entra nulla, ma l’ho scelto adesso… bust-a-move!!!)

