Qui ci si annoia

Novembre 18, 2007 at 2:38 pm (la mia ragione) (, , , , , , , , , , , )

Non me ne sto pentendo, ma è vero che non ho la minima idea su cosa scrivere in questo bloggo : O … nel post prima vi avevo premesso, anche se breve, una descrizione o presentazione, no?

Va bene..

|/””\| si apre il palcoscenico |/””\|

Homer, Auron, Auronno, H - facili e semplici nick coniati per il web, ma che hanno segnato particolari tappe di questa vita e periodi di cambiamento. E’ riduttivo vederlo così, ma forse si tratta solo di una coincidenza.

Ok dai, passiamo al dunque, vi odio. Non sono il solito subietto che odia tutti e tutto il mondo, ma una semplice macchia nera di questa società moderna, a sua volta schifata da questa. Non prendetemi per banale, lo so, la vita è dura per tutti, ma ognuno la prende in modo diverso… ma per fortuna c’è ancora qualcuno con valori in cui credere e rispettare.

Cosa non sopporto? La superficialità delle persone, il loro disinteresse verso ciò che è autorevolmente importante, e soprattutto la loro malignità. E’ loro e loro basta, ve l’ho detto, sono un ottimista metafisico. Di merda ne ho presa e mangiata, ma mi è sempre (pur con ritardo) servita a migliorare e a riflettere. Invece la maggior parte delle persone… è fottutamente stronza e la cosa che odio di più è la volontà di qualcuno di umiliare. Considero più gravi le colpe di coloro che umiliano le altre persone… l’uomo, animale sociale, non nasce per essere così maligno, ma è libero di esserlo. Vorrei tanto che a questi, più di coloro che ingiustamente fanno torto agli altri, in vista della sola propria vita vegetativa, si ritorga loro contro tutta la malizia della loro volontà di sottomettere il prossimo umiliandolo.

Il fatto è che siamo circondati da uomini che rappresentano perfettamente la frase ‘homo homini lupus’ e sono troppi, così tanti che è pure difficile emergere dalla massa. Riduco il cerchio di persone prese in considerazione a coloro che vedo e conosco. La massa rimane maligna e superficiale, con obiettivi forse solo più modesti, ma da raggiungere a qualunque costo, calpestando i diritti degli altri. Essere in mezzo a così tante persone, penso capiti a chiunque abbia ancora valori in cui credere, pur sentendosi solo ed abbandonato e ognuno cerca di poter sopravvivere e trovare il suo modo per emergere (o ignorare) dalla (la) massa.

Tutto questo discorso era per anticipare parte del mio pensiero e quello che è stato un importantissimo percorso psicologico affrontato e mutato in due anni.

All’inizio di questo percorso, ho conosciuto molte persone nuove e la relazione con queste ed altre appesantì la mia denuncia contro la malata società moderna. Da quel momento iniziai a peccare in superbia… una superbia che poi si rivelerà inutile con il passare del tempo. Nella mia sola coscienza (ahahah!!!) iniziò quello che fu il superbo pensiero di essere superiori agli altri, sotto molti punti di vista. Cominciò un malato gioco eristico che mi volle vincitore in ogni confronto che avevo con le altre persone. Ma la cosa peggiore era l’analisi. Riduzionismo. Dando per scontato di conoscere gli altri come le mie tasche, ero convinto di avere nella mia mente tutte le risposte pronte alle varie reazioni della persone, alle loro mosse e ai loro stessi pensieri. Qualcosa di assolutamente ridicolo, un’esasperata voglia di coscienza. Io ora odio la coscienza. Qualcuno disse:

‘La coscienza? Ma la coscienza non serve, caro signore! La coscienza, come guida, non può bastare. Basterebbe forse, ma se essa fosse castello e non piazza, per così dire; se noi cioè potessimo riuscire a concepirci isolatamente, ed essa non fosse per sua natura aperta agli altri. Nella coscienza, secondo me, insomma, esiste una relazione essenziale… sicuro, essenziale, tra me che penso e gli altri essere che io penso. E dunque non è un assoluto che basti a se stesso, mi spiego? Quando i sentimenti, le inclinazioni, i gusti di questi altri che io penso o che lei pensa non si riflettono in me o in lei, noi non possiamo essere né paghi, né tranquilli, né lieti; tanto vero che tutti lottiamo perché i nostri sentimenti, i nostri gusti si riflettano nella coscienza degli altri.’

E poi (grazie, grazie, grazie) è arrivato anche Luigi. Uno, nessuno e centomila me l’ha abbattuto questo schermo di coscienza. Già iniziava a vacillare per colpa di una serie di eventi successi. Ora non ho perso umanità, non ho perso nulla dell’ambizione di vita che avevo prima e queste due sono forse aumentate.

Ora oltre tutti i miei pensieri, oltre tutte le mie convinzioni… kathekon, seguo l’ordine naturale delle cose.

ps: “Qui ci si annoia” era ovviamente riferito al post, come un avvertimento: -qui ti annoierai- ; non a me : O

5 Commenti

  1. a'maggjca ha detto,

    ma che te sei fumato ?

  2. auronno ha detto,

    me so’ fumato un po’ de maggjca erba.
    e sai, alla mattina però, mi son fatto una tazza di latte e cazzi miei.

  3. ritucciola ha detto,

    io non mi sono annoiata! però ogni cosa bisogna prenderla con serenità anche se è difficile.Anche nella superficialità.Non dico che bisogna tollerare tutto però non bisogna nemmeno cadere nel gioco del diavolo, su questa terra siamo tutti uguali e diversi:siamo diversi di carattere, di fisico ma siamo uguali di valore. Totò scrisse una poesia che si chiama “la livella” parla di un uomo povero che fu seppellito affianco a un ricco e i due parlavano, il ricco diceva che non poteva stare vicino a lui ma il povero disse:”ma chi simm nuje? muort song ie e muort si tu (traduzione:ma chi siamo noi?morto sono io e morto sei tu)” adesso ciao!

  4. Simona ha detto,

    Io ti stimo. (L)

  5. Simona ha detto,

    ahsisi, non fami notare che sono in ritardo a commentare.

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